Storia della cartomanzia

Storia della cartomanzia

storia della cartomanzia

Storia della Cartomanzia: le radici celesti.

La cartomanzia professionale nasce da una ricerca vasta e profonda, un viaggio dell’anima. Non si può parlare di storia della cartomanzia professionale senza fare riferimento alle radici numinose del linguaggio simbolico. E più precisamente ci riferiamo alle sue radici celesti. Le influenze che hanno avuto i diversi periodi storici e religiosi sulla tradizione della simbologia hanno inciso molto. E lo studio della cultura e della filosofia esoterica hanno dato un notevole contributo alla storia della cartomanzia professionale.

Anche per questo motivo non è possibile datare un vero e proprio inizio della storia della cartomanzia professionale. Uno dei primi tentativi di utilizzare le carte da gioco per farne un vero e proprio uso divinatorio potrebbe risalire intorno al XVIII secolo. Tra le arti mantiche più antiche troviamo invece l’astrologia e la chiromanzia.

Libri di Sorte

Antecedenti alla cartomanzia sono i libri di “Sorte” risalenti al Rinascimento e più precisamente a cavallo tra il 1.400 e il 1.500 d.C.. Erano fatti con carte usate talvolta come oracoli, talvolta come simboli magici. Talvolta erano usate come mezzo per ottenere combinazioni particolari di numeri e figure.

Nel XVI e XVII secolo vi fu anche un uso magico, esoterico, misteriosofico delle carte che fu condannato dai tribunali dell’Inquisizione. E’ nota la scoperta dell’uso dei Tarocchi utilizzati su un altare in occasione di un rito.

A partire dal XVIII secolo la cartomanzia ebbe larga diffusione in Francia tra esoteristi appartenenti a noti circoli occultisti privati.

Simbologia della Luce

Per chi si affaccia alla Scienza della Vita con cuore puro la simbologia rivela un percorso di illuminazione spirituale che ha l’obiettivo di risvegliare il nostro Sé Superiore. La verità infatti non può essere rivelata verbalmente. L’innalzamento progressivo della coscienza illumina con grande chiarezza il piano dei valori umani e dei valori morali, la dimensione soprasensibile dell’anima. La comunicazione simbolica nella sua essenza è vibrazione energetica che per risonanza mette in analogia simboli apparentemente molto diversi tra loro. L’intuizione riesce a mettere in giusta relazione simboli o immagini così il colore verde, ad esempio, è in analogia col chakra del Cuore e la stella di Davide.

La Temperanza

Il triangolo visibile nell’Arcano Maggiore numero XIIII del mazzo dei Tarocchi e più precisamente “La Temperanza” rappresenta l’occhio Divino che tutto vede. Esso è anche in analogia col Terzo Occhio, Ajna Chakra, l’occhio della conoscenza che trascende la realtà dualistica. E’ l’occhio della visione trascendente che si spinge oltre lo spazio tempo, l’occhio spirituale della purificazione. Non è invece l’occhio del demiurgo assiso a semi-divinità.
Il triangolo è la base armonica dello Sri Yantra che rispecchia l’equilibrio cosmico e bilancia perfettamente le due energie maschile e femminile. Questa simbologia è senza tempo e in alcuni mazzi di Tarocchi è stato omesso o sostituito addirittura con altre simbologie.

Ogni deviazione dalle leggi cosmiche rimanda invariabilmente a una deviazione dalla vera fonte della simbologia. In qualche caso la corrente della New Age ha male interpretato il linguaggio simbolico universale. Ha dato adito a commistioni che ancora oggi interessano alcuni aspetti della simbologia universale.

Il libro di Thoth

Il Libro di Thoth dell’antico Egitto, è un testo di conoscenza iniziatica le cui origini risalgono a una età indefinita, molto prima dell’apparizione delle prime civiltà della storia sul nostro pianeta. E’ considerato la fonte dei simboli cosmici principali, quelli maggiori da cui discendono tutti gli altri simboli. Complessivamente prevede 21 o 22 simboli. Anche per questo motivo si pensa che gli Arcani Maggiori dei Tarocchi siano in stretta correlazione con questo testo antico. 22 sono anche le lettere dell’alfabeto ebraico e i 22 sentieri delle Sephiroth nell’Albero della Vita. Se ci rifacciamo alle origini storiche della cartomanzia possiamo dichiarare che i mazzi di carte impiegati per la divinazione hanno una origine più recente.

Il linguaggio simbolico puro

Ai giorni nostri è ancora in atto un importante lavoro di purificazione e discernimento della simbologia in essi contenuta. Tale simbologia è legata a credenze associate alle più disparate correnti filosofico culturali che hanno attraversato i secoli. In qualche altro caso all’influenza dei circoli privati di esclusivi ordini iniziatici del mondo esoterico.

Tarocchi dell’antico Egitto

Nel 1540 Guillaume Postel spiega che i Tarocchi sarebbero una versione popolare del Libro di Thoth costituito da 78 tavolette di oro purissimo. Queste tavolette riportavano geroglifici e simbologie che contenevano la conoscenza del passato e del futuro. In seguito Court de Gebelin continuò a lavorare su questo assunto. Nel 1788 un certo Aliette era conosciuto con lo pseudonimo di Eteilla. Ricordiamo la sua famosa allieva Mademoiselle Lenormand ideatrice delle Sibille. Aliette disegnò una mazzo di Tarocchi che a suo parere potevano rispecchiare quelli originali dell’antico Egitto. Sembra che da quel momento i Tarocchi furono impiegati come mezzo di divinazione. E il loro utilizzo come carte da gioco o carte impiegate per i giochi di società, venne abbandonato.

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